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Lo spezzatino ideale

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Prima di parlarvi di spezzatino, è bene chiarire subito un concetto: quello che segue non è un articolo che mira a descrivere “lo” spezzatino in senso assoluto, ma una traccia, una linea guida per arrivare a quello che potremmo definire uno spezzatino “ideale”. Metto volutamente questa parola tra virgolette, perché l’ideale non è una ricetta rigida, bensì un equilibrio di tecnica, materia prima e tempi di cottura che può poi essere adattato a gusti, tradizioni e ingredienti diversi. Detto questo, esistono alcuni passaggi fondamentali che, se rispettati, permettono di ottenere uno spezzatino coerente, profondo e tecnicamente corretto. Ecco quindi cinque consigli chiave per costruirlo nel modo giusto.

1. Scegli il taglio giusto (e non avere paura del connettivo)
Il primo errore che vedo fare spesso è partire dal taglio sbagliato. Lo spezzatino non ama la carne magra e “nobile”: quella è fatta per cotture rapide. Qui servono tagli ricchi di tessuti connettivi e fibre robuste, quelli che con il tempo si trasformano, diventano morbidi e succulenti. Spalla, muscolo, reale: sono loro i veri alleati di una lunga cottura stufata. Ricorda: più la carne sembra “difficile” da cruda, più saprà ripagarti da cotta.

2. Parti a freddo e cuoci nel suo stesso brodo
Lo spezzatino, per definizione, deve cuocere sfruttando l’acqua che contiene al suo interno. Per questo si parte sempre a freddo: carne in un unico strato in casseruola, sale subito e una quantità generosa di olio di semi, che avrà il solo compito di accompagnare la cottura iniziale (andrà subito eliminato). Subito dopo, sfumare con vino, poi bagnare con il brodo: coperchio chiuso, fiamma vivace all’inizio per portare rapidamente calore, poi tutto deve rallentare. Fuoco dolcissimo e tempo: è così che la carne cuoce “nel suo stesso brodo”, senza stress e senza asciugarsi.

3. La rosolatura viene dopo, non prima
Questo è un passaggio chiave che ribalta molte convinzioni. Nello spezzatino la rosolatura non apre la cottura, la chiude. Dopo circa un’ora e mezza di stufatura, la carne è cotta e immersa in un’emulsione opaca di acqua e grasso. Solo a questo punto si scopre la casseruola e si alza la fiamma, lasciando evaporare l’acqua residua. Quando l’olio diventa dominante, ecco che la rosolatura può finalmente avvenire in modo naturale e uniforme, senza bruciare nulla. Anche avendo effettuato una leggera rosolatura iniziale, questa seconda rosolatura sarà fondamentale perchè diversa e molto più intensa e aromatica, applicandosi non più alla carne cruda ma alla carne cotta.

4. Elimina il grasso in eccesso e insaporisci con intelligenza
Una volta ottenuta la rosolatura, il grasso va tolto. È un gesto di pulizia e di eleganza del piatto. A questo punto si può deglassare con un filo di vino bianco, aggiungere erbe aromatiche e verdure (come le patate), senza mescolare freneticamente. La carne resta sotto, a rosolare dolcemente, mentre le verdure cuociono sopra solo nell'ultima parte della cottura, quasi a vapore, senza sfaldarsi, grazie al vino e all’umidità residua. È una cottura stratificata, rispettosa, che costruisce sapore senza confusione.

5. Lascia riposare: lo spezzatino ama la calma fino alla fine
Ultimo consiglio, spesso sottovalutato: il riposo. Una volta terminata la cottura, lo spezzatino ha bisogno di almeno 15-20 minuti di riposo per riequilibrarsi, per far sì che i succhi si ridistribuiscano e i sapori si armonizzino. Servirlo subito significa non dargli il tempo di esprimersi al meglio. Aspetta, assaggia, eventualmente fai evaporare un eccesso di liquido… e solo allora portalo in tavola. 

In cucina, come nella vita, le cose migliori richiedono tempo e attenzione. Lo spezzatino perfetto non è mai frutto del caso: è il risultato di scelte consapevoli, di una fiamma bassa e di una grande pazienza. Lo spezzatino ideale si può ottenere naturalmente con diversi tipi di carne, ciascuno con le proprie caratteristiche. Il vitellone o il bovino adulto sono i più classici: i loro tagli ricchi di tessuti connettivi regalano sapore intenso e una buona tenuta alla lunga cottura. Il maiale ha carne più dolce e grassa; i tempi di cottura possono essere leggermente più brevi, perché tende a diventare comunque asciutto se cotto troppo a lungo. Il pollo o il pollo ruspante possono essere utilizzati, ma conviene usare cosce o sovraccosce: la carne bianca cuoce più rapidamente e rischia di sfaldarsi se cotta quanto il manzo. Carni selvatiche come cervo o cinghiale hanno sapori più decisi e fibre più dure, quindi richiedono, oltre a marinature preliminari obbligate, cotture lunghe e delicate per diventare morbide. Infine, carni come coniglio o agnello si prestano bene allo spezzatino, ma vanno trattate con attenzione: il coniglio è magro e rischia di seccarsi, mentre l’agnello ha un sapore intenso che si può bilanciare con vino e verdure. 

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Photo via Canva

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La curiosità e la voglia di conoscenza mi inducono al piacere dello studio continuo. Credo che solo in questo modo ciascuno di noi possa crescere ed evolvere, alla scoperta di orizzonti sempre nuovi.

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